Il mondo delle tutele per le persone con disabilità sta vivendo una vera e propria rivoluzione culturale e burocratica. Il Decreto Legislativo n. 62/2024 ha introdotto una riforma storica che riscrive le regole dell’assistenza in Italia. L’obiettivo principale è superare il vecchio concetto di “handicap” o “invalidità” per mettere al centro la persona, i suoi desideri e i suoi diritti.

Per i pazienti affetti da Malattia di Kennedy, per i loro caregiver e per tutta la comunità delle persone con disabilità, è fondamentale comprendere questo cambiamento. Nel corso del 2026, la sperimentazione del nuovo sistema è entrata nella sua terza fase coinvolgendo diverse province italiane. Questo percorso graduale serve a preparare il terreno: dal 1° gennaio 2027, infatti, il nuovo meccanismo entrerà ufficialmente in vigore a regime su tutto il territorio nazionale.

I punti chiave della riforma

La riforma si basa su pilastri fondamentali che mirano a semplificare la vita delle famiglie e a garantire risposte personalizzate:

  • Nuovo linguaggio e prospettiva: Scompaiono dai testi di legge termini burocratici obsoleti. Si parla unicamente di “Persona con disabilità”. La disabilità non è più vista solo come una condizione medica individuale, ma come il risultato dell’interazione tra la salute della persona e le barriere dell’ambiente circostante.
  • INPS Titolare Unico: Dal 1° gennaio 2027, l’INPS diventerà l’unico ente responsabile dell’accertamento della disabilità. Non ci saranno più verbali separati (come invalidità e Legge 104 viaggiavano su binari distinti). Tutto confluirà in un’unica “Valutazione di base”.
  • Semplificazione dell’iter (Addio alla doppia domanda): Fino a oggi, per richiedere l’invalidità, bisognava prima andare dal medico per fare il certificato e poi inviare autonomamente (o tramite patronato) una domanda amministrativa all’INPS per chiedere la visita. Con la riforma, l’invio del nuovo certificato medico telematico da parte dello specialista o del medico curante fa scattare direttamente e automaticamente la richiesta di visita di accertamento. Il cittadino non deve più fare una seconda domanda burocratica: il certificato medico diventa la domanda stessa.
  • Il Progetto di Vita: È il vero cuore della riforma. Dopo la valutazione medica, la persona e la sua famiglia potranno richiedere un percorso personalizzato. Il “Progetto di vita” non si limiterà ai soli sussidi economici, ma organizzerà sostegni, cure e servizi personalizzati basati sulle reali necessità della persona nel proprio contesto quotidiano.
  • Accomodamento ragionevole: Viene introdotto questo principio per individuare soluzioni concrete, rapide e sussidiarie volte a superare barriere specifiche negli ambienti di vita, di studio o di lavoro.

Cosa fare adesso?

Nelle province già coinvolte nella sperimentazione del 2026, questo nuovo meccanismo semplificato basato sul solo certificato medico è già attivo per chi deve fare un nuovo accertamento. Per chi ha già i verbali attivi ed emessi con le vecchie regole, i diritti restano assolutamente tutelati e non cambia nulla nell’immediato.

Questa è solo un’introduzione. Nei prossimi articoli sul sito di AIMAK analizzeremo nel dettaglio come richiedere il Progetto di Vita, come funziona la nuova visita medica dell’INPS e quali tutele specifiche sono previste per i caregiver. Restate sintonizzati.

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